Banner

Hub Campania per l'Impresa Sociale

paIDEAlogo_web2

Gli ultimi inseriti

Rompere gli ormeggi, alla scoperta della fraternità pos…

Rompere gli ormeggi, alla scoperta della fraternità possibile

Rompere gli ormeggi, alla scoperta della fraternità possibile.  Paideia, in partenariato con il Mo.V.I Campania, promuove un ciclo di giornate formative che...

Pubblicato il 27 Gen 2017 in Formazione di Base | letto1092 volte

Presentazione date selezione Servizio Civile

Presentazione date selezione Servizio Civile

  L'Associazione Culturale Paideia informa che sono state pubblicate le date di selezione al  Bando del Servizio Civile Decreto n°173/2009,  per...

Pubblicato il 04 Ott 2016 in Orientamento ai giovani | letto1733 volte

Messa alla prova per gli adulti: limiti ed opportunità

Messa alla prova per gli adulti: limiti ed opportunità

Importante appuntamento formativo promosso da Paideia: il 15 maggio '15, dalle 9,00 alle 14,00 si terrà a Napoli il seminario...

Pubblicato il 30 Apr 2015 in Qualificazione e Aggiornamento | letto1725 volte

Paideia WebTV

Paideia webtv su you-tube
You need Flash player 6+ and JavaScript enabled to view this video.
Title: Attività Paideia
Home Formazione Orientamento Marica Manilia

Marica Manilia

rompere_gli_ormeggi_Paideia e MO.V.I Campania promuovono una serie di incontri formativi a carattere seminariale.  

Il 5° appuntamento dei Mercoledi sociali si terrà il 17 Maggio 2017. L'incontro avrà come titolo "Accogliere per integrare le diversità" .

Gli incontri sono rivolti ai volontari in servizio civile, a giovani e adulti impegnati in attività sociali, di volontariato e di cittadinanza attiva, a operatori sociali e a chiunque voglia conoscere e avvicinarsi al mondo del volontariato.
L’attività formativa è totalmente gratuita e si svolgerà dalle ore 15.30 alle ore 19.30, presso la sede dell’associazione in Via Vittorio Graziadei, 3 Matierno - Salerno.

 

Per ulteriori informazioni sull'intero percorso formativo scarica la brochure.

DSC_0016_copyQuesta mattina, 7 aprile 2017, la sede dell'Associazione Culturale Paideia ha aperto le porte agli studenti del Dipartimento DISPC  dell'Università degli Studi di Salerno, per il  terzo ed ultimo incontro di formazione dal titolo “Consulenza orientativa ed accompagnamento alla creazione di impresa sociale”.
Hanno aderito all'iniziativa,  di Formazione ed Orientamento, promossa e messa a disposizione da Paideia, all'interno del Progetto Hub Campania per L'impresa sociale, non solo gli studenti Unisa, ma anche ragazzi interessati ad entrare nel mondo del lavoro attraverso l'auto-impreditoria.
In questa giornata, sono state presentate le idee progettuali,  frutto del  co-working  messo in campo nelle prime due giornate formative svolte il 24 e 31 Marzo 2017, presso l'Università degli Studi di Salerno.
I disegni d'impresa sociale nati e presentati stamattina, hanno dimostrato una grande partecipazione e consapevolezza da parte dei ragazzi coinvolti, che hanno sfruttato al massimo i momenti di formazione teorica che Paideia ha messo a disposizione attraverso i formatori, Paolo Romano, Assunta D'amore.
Un momento importante per Paideia, ma anche per la formazione degli studenti universitari e non, che hanno avuto modo di entrare in contatto con gli strumenti del "fare",  dando loro  un nuovo punto di vista: "Creare lavoro ridando dignità alle minoranze sociali".

 


DSC_0006Riscoprirsi cittadini responsabili per continuare ad essere protagonisti della vita

pubblica. Questo è stato il messaggio lanciato nel corso della serata comunitaria

dal titolo “Democrazia… la bella addormentata!” che si è tenuta il 29 Marzo

presso Casa Nazareth, nella zona orientale di Salerno.

L’evento, che ha visto una larga partecipazione da parte della comunità e dei cittadini, è

stato promosso da Agorà ed è stato moderato da Alfonso Conte, professore di

Storia del Mezzogiorno presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di

Salerno, nonché presidente dell’associazione Melchionda. Tanti i temi trattati, come la democrazia deliberativa, la cittadinanza attiva e la Costituzione ed Il

prezioso contributo di Sergio Tanzarella, docente dell’Università Gregoriana, ha arricchito e stimolato ancor di più il dibattito offrendo molti spunti di

riflessione. Se l’ultimo Referendum Costituzionale ha dimostrato che i cittadini, quando chiamati in causa, non si sottraggono dalle questioni della “vita

pubblica”, cosa bisogna fare per mantenerli al centro dello scenario politico? Tanzarella, in maniera lucida ma non senza trasporto, ha scattato una

fotografia amara della realtà politica e democratica del nostro tempo: «Un processo di cambiamento è possibile ma i risultati saranno visibili solo dopo molte

generazioni; questo non vuol dire non impegnarsi ma bisogna avere la consapevolezza di non illudersi dinanzi alla mancanza di risultati nell’immediato

perché non li vedremo». «La nostra società - sottolinea il docente della Gregoriana - necessita di figure politiche esemplari che abbondano nel nostro

passato storico ma sono assenti nel presente. Uno scatto culturale è necessario per far sì che la Costituzione (e la sua attuazione) torni ad occupare un

ruolo di primo piano». Le cosiddette formazioni intermedie possono offrire un importante contributo: «I momenti di aggregazione, ad esempio, sono

un’occasione unica per fare formazione e restituire consapevolezza nei più giovani. Aumentare il senso civile dei cittadini è fondamentale se si vuole

cambiare davvero». Tanzarella evidenzia quelli che sono i pericoli che sta correndo la democrazia: «I politici hanno una scarsa percezione del ruolo che

ricoprono e la bassa moralità dei loro comportamenti suscita un sentimento di repulsione nel cittadino che si allontana dalla sfera politica. La società di oggi

è lo specchio di anni e anni di mancata formazione civile che hanno portato l’istituzione democratica ad essere sempre più depotenziata». Ma qual è la

soluzione per svegliare la democrazia da questo torpore? «La corresponsabilità – conclude Tanzarella – che si può raggiungere solo attraverso un

processo di formazione e di maturazione». Nel corso della serata, inoltre, sono stati proiettati dei video realizzati dai ragazzi della redazione di

MoViduepuntozero con interviste a giovani salernitani e ad esponenti del mondo dell'associazionismo e del volontariato della città.

Questi i link dei video proiettati e delle interviste integrali:

video-inchiesta #1;

video-inchiesta #2;

intervista a don Alfonso D'Alessio (portavoce Diocesi Salerno);

intervista a Gianluca Mastrovito (presidente Acli Salerno);

intervista a Nicola Merola (referente area salute mentale "La Rada");

intervista ad Aniello Baselice (fondatore Gruppo Logos Salerno)

@Paideia

 

17434955_406028219763612_6242433735904359677_o_copyMERCOLEDI’ 29 Marzo 2017 ore 19.30, Presso Casa Nazareth  la rete Agorà,  invita la cittadinanza a partecipare all’incontro  dal titolo "DEMOCRAZIA … la bella addormentata"!

Il Referendum costituzionale ha dimostrato che i cittadini, quando chiamati in causa, rispondono ‘presente’ alle questioni della vita pubblica.

Per continuare a essere protagonisti, occorre ridare priorità e nuovo significato al welfare, alla salute, all’occupazione, ai servizi indispensabili per tutti i cittadini.

Affinché tutti possano dare il proprio contributo, un ruolo importante spetta alle formazioni intermedie – famiglie, associazioni,sindacati, volontariato, comunità ecclesiali – attraverso le quali si può decidere insieme cosa fare per cambiare lo ‘status quo’.

Agorà - percorso interassociativo di confronto e dialogo, aperto a tutte le diversità – propone una serata comunitaria per rilanciare il tema della democrazia deliberativa, strumento per costruire comunità accoglienti ed inclusive.

L’incontro moderato da Alfonso Conte , del l’Associazione Melchionda ,sarà animato da giovani del gruppo Agorà con proiezione di  video sul tema e vedrà la partecipazione - testimonianza di Sergio Tanzarella , docente Università Gregoriana

 

 DEMOCRAZIA…la bella addormentata!

Partecipa anche tu all’incontro, metti in gioco il tuo senso di responsabilità!


Indirizzo: Casa Nazareth – Via Guariglia – Quartiere Europa, Salerno. Di fronte Parrocchia del Gesù Redentore.

cderm


 


 

Il 25 marzo 2017 ricorrono i 60 anni della firma dei Trattati di Roma, considerati come uno dei momenti storici più significativi del processo di integrazione europea. Ad oggi tante sono i meccanismi che mettono a dura prova gli equilibri tra i popoli.

C3dem Costituzione Consiglio Cittadinanza, per questo ha deciso di  costituire uno spunto di dibattito sia in rete che sul territorio.

DOCUMENTO COMPLETO di seguito riportato

Documento della rete nazionale “c3dem – Costituzione, Concilio, Cittadinanza” – www.c3dem.it

In occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma (25 marzo 1957) le Associazioni e le persone aderenti alla rete di cattolici democratici “Costituzione, Concilio, Cittadinanza – c3dem” presentano questo documento come contributo al rilancio della prospettiva europea e come spunto per un dibattito sia interno che pubblico.

Il documento non ha naturalmente la pretesa di affrontare i tanti, complessi problemi che l’UE ha di fronte, ma di individuare alcuni nodi significativi.

Percepiamo infatti, anche in Italia, preoccupanti segnali di sfiducia: dovuti in parte a ragioni legittime, che meritano attenta considerazione affinché si trovino risposte adeguate, ma anche a forme di propaganda demagogiche, che trasformano l’Unione Europea in un comodo “capro espiatorio” per ogni tipo di difficoltà. Nel formulare alcune valutazioni, idee e proposte, siamo consapevoli che per dare un futuro all’Europa non bastano, ancorché siano indispensabili, un migliore assetto e una più forte coesione sul piano istituzionale. E’ necessario coltivare un ethos comune, che si fondi su valori condivisi, sulla disponibilità al dialogo e all’incontro culturale. Questo percorso, che si poggia sulla ricchezza di tradizioni culturali che hanno radici antiche e profonde, ha bisogno dell’apporto e dell’impegno di tutti. E in questo “tutti” vogliamo qui segnalare il contributo che può e deve venire anche dalle diverse fedi religiose e, considerata la nostra specifica sensibilità, dai cristiani, ai quali è sempre chiesto un impegno attivo e responsabile per il bene comune.

Europa: il “sogno” deve continuare – the dream must go on

Abbiamo un immenso bisogno di Europa, mentre abbiamo troppo poca Europa e un’Europa troppo debole e incerta. Questa è la contraddizione in cui ci dibattiamo, come italiani. Ma non solo, anche come democratici e persone che hanno a cuore libertà, giustizia, pace, futuro dei nostri figli.

Tutti i segnali concordano in questa direzione. Non è da oggi che il mondo sembra in preda a un’altra delle sue crisi di transizione: la drammatica crisi finanziaria del 2008 con i suoi cascami europei (e italiani) del 2011 ci avevano già fatto capire che una certa stagione di globalizzazione, al tempo stesso ingenua e trionfante, era al capolinea. Ovunque si attrezzavano di nuovo poteri statuali per salvare il sistema (ed era ben necessario), rimettere la barca in assetto, inserire almeno qualche nuova forma di governo e regolazione dei processi economici, finanziari e sociali così pericolosamente instabili. Ora la Brexit e l’elezione di Trump ci hanno dato l’impressione improvvisa di un processo che può accelerare drammaticamente, forse anche con scossoni conflittuali. Ed assumere forme pericolosamente legate alle culture di destra. Mentre nuove forme autoritarie si affermano in paesi cruciali (India, Turchia, Egitto, per non parlar della Russia) e sembrano addirittura infiltrarsi in quello che era ritenuto il sacrario democratico europeo, come si vede dai casi ungherese e polacco.

In tutto ciò l’Europa come istituzioni e come soggetto è sempre più silente e divisa, quindi impotente. Al di là della capacità tecnica di salvarci dalla crisi del debito (grazie soprattutto alla Banca centrale di Mario Draghi), si è riusciti in questi anni a far sembrare irrisolvibile la crisi greca, a spaccarsi sulla gestione di un serio ma non così enorme problema di immigrazione, ad assistere impotenti alla secessione britannica, a continuare una politica di austerità che ha depresso il tono dell’economia continentale. Il tutto mentre le forze più reazionarie hanno continuato a crescere in vari turni elettorali, anche di paesi cruciali, identificando falsamente ma con successo crescente la “tecnocrazia” europea come il nemico delle popolazioni stressate da diseguaglianza, diversità e incertezze.

Una tale situazione e la diffidenza di tanti cittadini verso l’Unione sono fenomeni di cui è necessario capire le ragioni (e le responsabilità) per poter dare risposte credibili; nello stesso tempo non bisogna mai dimenticare il cammino compiuto dall’Europa dal secondo dopoguerra ad oggi.

Dopo secoli di terrificanti conflitti e disumani stermini abbiamo infatti avuto pace, rispetto dei diritti, collaborazione fra stati e popoli, libertà di scambio e circolazione, istituzioni e moneta comuni, accordi sempre più importanti, riequilibri economici tra aree del continente… L’Europa (e non solo ogni singolo paese di cui è composta) è vista da milioni di persone nel mondo come una meta ambita e agognata, come uno spazio di libertà, di rispetto dei diritti umani, di garanzie sociali, di cultura, di efficienza, di opportunità, di benessere… Mentre alcuni gruppi politici e sociali bersagliano continuamente l’Europa, migliaia di nostri giovani vivono, studiano e lavorano avendo come “perimetro” mentale e operativo il continente europeo e non solo il loro Paese o quello in cui andranno a risiedere.

A tutto questo hanno contribuito leader illuminati, forze politiche e sociali, intellettuali, lavoratori, cittadini carichi di speranza e di progetti positivi. A immaginare e sostenere questa comune impresa sono stati importanti filoni culturali, tra i quali, con un ruolo e con protagonisti di fondamentale importanza, quello cattolico-democratico.

Nonostante i risultati ottenuti, il “sogno” di un’Europa sempre più forte e unita, sempre più capace di essere protagonista di pace e sviluppo per se stessa e nel mondo, sembra oggi essersi appannato.

E’ per questo che oggi, a 60 anni dalla firma dei Trattati di Roma, sentiamo il dovere e la necessità di riproporlo: il “sogno” deve continuare – the dream must go on.

Non con appelli retorici o, peggio, nostalgici, ma – sull’esempio dei Padri fondatori – sostenendo una visione “alta” con la concretezza di scelte e progetti. Dicendo a noi stessi e ai nostri concittadini che il nostro futuro di italiani, ma anche quello dei cittadini dei Paesi che si sentono illusoriamente più forti e in grado di competere da soli, sarà molto più difficile e incerto senza Unione Europea. Tra nuovi e vecchi giganti statuali e imperiali, infatti, ogni stato europeo è un fuscello. Se questo vale persino per la Germania, ancora di più per l’Italia, con la sua statualità ancora incompiuta e fragile.

Abbiamo il dovere di ribadire con chiarezza che mettere in discussione la moneta unica e addirittura proporre l’uscita dell’Italia dall’Euro non solo non è la soluzione ai nostri problemi e comporterebbe oneri pesantissimi per le nostre finanze, oltre a profonde difficoltà per i cittadini e le imprese, ma rappresenta anche, sul piano politico e culturale, un colpo, forse esiziale, alla stessa idea di unità europea. L’Euro da solo non poteva e non può essere sufficiente a una matura coesione politica dell’Unione, ma rinnegarlo significa minare alle radici le possibilità di un progresso in quella direzione.

Non ci è permessa quindi la facile rassegnazione. Occorre l’ottimismo della speranza, collegato al realismo dell’analisi e della ricerca di alleati. La politica italiana degli ultimi anni ha infatti seguito alcuni orientamenti corretti (la “barra diritta” su immigrazione e accoglienza, la critica dell’austerity, la ricerca di un ruolo più determinato e di un dialogo più serrato con i partners), ma a volte dato l’idea di scaricare sull’Europa le proprie debolezze. Abbiamo invece bisogno di costruire disegni condivisi, su alcuni punti cruciali, che non siano sospettabili di strumentalità.

Vogliamo quindi provare a indicare alcuni punti su cui lavorare.

  1. Progettualità delle istituzioni. Rilanciare una progettualità delle istituzioni, capace di investire risorse nuove nello sviluppo economico reale. Bisogna definitivamente andare oltre l’austerità immobilista e deleteria, ma non semplicemente immaginarsi di tornare a una stagione fordista irripetibile. Le istituzioni europee devono perciò diventare promotrici e sostenitrici di sviluppo comune, buono, giusto e sostenibile. Ben oltre le briciole del piano Juncker. La Banca europea degli investimenti può raccogliere capitali, sottraendoli alla speculazione finanziaria e potrebbe procedere – anche con un apposito ente di sviluppo che non comporti maggior oneri e che sia ben identificabile dai cittadini europei – al loro investimento selettivo su progetti qualificati e di ampio respiro, in spirito di trasparenza e competizione, privilegiando i giovani e il loro bisogno di formazione, di lavoro e di servizi.
  2. I valori irrinunciabili. Stringere le scelte sul rispetto dell’acquisizione democratica comune europea. Alla base del progetto europeo c’è certamente il libero confronto delle idee, ma, nello stesso tempo, ci sono anche i valori umanitari di solidarietà e accoglienza dei profughi e dei poveri. Nessun cittadino si deve sentire “escluso” dalla comune casa europea a causa della politica dei proprio governo, ma non è accettabile che vi siano governi che beneficiano del trasferimento di fondi europei e nel contempo praticano politiche discriminatorie e autoritarie o rifiutano di accettare le strategie comuni, anche sul terreno dell’immigrazione: occorre perciò esigere il rispetto degli obblighi derivanti dalla partecipazione all’UE.
  3. Operare gesti immediati e simbolici sulla democratizzazione delle istituzioni. L’Europa deve tornare vicina ai cittadini: non bastano le elezioni ogni cinque anni di un Parlamento che poi scompare dai radar dei mezzi di comunicazione. Il Parlamento Europeo deve essere valorizzato nel suo ruolo e riconosciuto come soggetto fondamentale nella vita dell’Unione. Nell’immediato, va intensificato l’impegno delle Istituzioni europee (ma anche nazionali) nella comunicazione, informazione e per strumenti di consultazione e partecipazione dei cittadini. Anche a livello di singole nazioni, va dato più spazio al ruolo svolto dai Parlamenti nel discutere e recepire le direttive europee. Su un piano più di medio termine, vanno messe in agenda forme di rafforzamento della legittimazione del “governo europeo” (cioè della Commissione), fino all’introduzione di una designazione diretta del suo Presidente. Occorre qualche sfida all’idea dell’ “Europa dei banchieri”, che convinca sempre più persone che l’Europa è dei popoli. Sfida rischiosa, certo, ma che proprio per questo costringerà a politiche più visibili e più popolari.
  4. Politica estera europea. Rafforzare immediatamente gli strumenti per una politica estera e della sicurezza comune. L’occasione del neonazionalismo trumpiano può essere anche in questo caso uno stimolo indiretto. Ma vanno superate gelosie, sovrapposizioni, incertezze dei singoli eserciti e delle singole burocrazie, con forme di collaborazione e razionalizzazione che portino a una complessiva riduzione delle spese per la difesa – a vantaggio di altri settori di intervento – e a un miglioramento delle funzioni di peacekeeping “targate” UE. Occorre provare finalmente parlare con una voce sola su capitoli cruciali per noi europei, come il Mediterraneo, l’Ucraina, la Siria, anche rafforzando la figura dell’ Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. L’Europa deve credere fino in fondo che promuovere, in modo unitario, la pace e la cooperazione nel mondo è non solo un dovere etico nei confronti delle popolazioni in conflitto o in difficoltà, ma è nel suo stesso interesse. La pace è infatti condizione essenziale per lo sviluppo e per il commercio e sono prima di tutto i conflitti a provocare la fuga di migliaia di persone. Pensare di puntare ancora, come Europa o come singoli paesi, su approcci “neocolonialisti” significa negare quei diritti che pure vengono solennemente affermati (e che vigono nei nostri Paesi) e acuire quei problemi che, a parole, si vorrebbero risolvere.
  5. Sapere per valutare. Costruire una narrazione più convincente rispetto ai benefici e ai “fardelli” da condividere e redistribuire. E’ fondamentale non lasciare che si consolidino i luoghi comuni diffusi nei paesi mediterranei sull’arroganza dell’Europa tedesca, o in quelli nordici sugli sprechi dei paesi del Sud. Ognuno faccia la propria parte, in un quadro in cui risulti chiaro che conviene a tutti essere europei e che senza l’Europa il destino di ciascuno sarà peggiore.

In troppe occasioni – a volte in malafede, a volte per superficialità di comodo – si tende a mettere in luce pesi e vincoli e non i tanti vantaggi che l’esperienza del cammino europeo ha portato a migliaia di europei. In Italia, poi, può succedere che milioni di euro disponibili dai fondi europei non siano reperiti a causa di progettualità inadeguate o, una volta ottenuti, non vengano spesi o siano stati usati male (o addirittura in modo truffaldino). Occorre un severo monitoraggio sulle strutture regionali e nazionali che operano in questo ambito, perché è anche dalle modalità di gestione dei finanziamenti UE che dipende la fiducia dei cittadini nei confronti delle politiche europee (e del nostro stesso Stato).

  1. Fisco e bilancio. Riprendere in mano con coraggio i temi di un’armonizzazione fiscale e di un vero bilancio europeo, in grado di incidere positivamente sul miglioramento della vita dei cittadini dell’Unione.
  2. Lavoro giusto e sostenibile. In molti Paesi europei è tornato di drammatica attualità, da ormai troppi anni, il problema della disoccupazione, giovanile ma anche adulta. Occorrono politiche pubbliche – non solo dei singoli stati ma dell’Unione nel suo insieme – in grado di rilanciare l’occupazione, aprendosi ai nuovi ambiti di produzione, caratterizzati da innovazione e sostenibilità ambientale, e alle nuove opportunità nei servizi
  3. Rilancio dei progetti per i giovani. Dare nuovo slancio, con adeguati investimenti, ai progetti di scambio culturale, lavorativo, di volontariato per i giovani, che costruiscono, con la loro esperienza e loro sensibilità aperta, il tessuto di base del “popolo europeo” e garantire livelli sempre più alti di istruzione e formazione, qualificando nel contempo i percorsi di tipo tecnico e operativo.

Abbiamo bisogno di un nuovo grande investimento di energie politiche e culturali sull’Europa.

La qualità delle classi dirigenti – non solo politiche – di oggi e di domani si misura anche sulla loro capacità di essere all’altezza di un disegno di rilancio dell’Unione. Anche se gli antieuropeisti promettono nuovi paradisi nelle chiusure nazionalistiche e facendo leva su sentimenti di egoismo, la realtà ci dice che a valle di un sempre maggiore indebolimento o addirittura di uno smembramento dell’Unione ci sono un rancoroso declino, il rischio di nuovi conflitti, l’emarginazione di ogni popolo europeo dalle correnti vitali della storia.

Per tutti coloro che, come noi, non vogliono questo esito, è il momento di impegnarsi con coraggio – nel dibattito culturale, nel dialogo con i nostri concittadini, nel confronto esigente con chi ha ruoli di responsabilità a livello politico, economico, sindacale, associativo – per dare un futuro all’Unione Europea.

@fornte C3dem

 

logo-hub-campaniaSi comunica che  gli incontri di orientamento Hub Campania per l'impresa sociale,  che si svolgeranno presso l'Università degli Studi di Salerno, sono rinviati 

24/ 31 Marzo e 7 Aprile

l percorso si articolaerà in due momenti: 

  • Venerdì 24 marzo 2017:   "Informazione orientativa alla creazione di impresa sociale"

  • Venerdì 31  marzo e 7 Aprile 2017:  "Consulenza orientativa ed accompagnamento   alla creazione di impresa sociale"

Gli incontri si terranno presso l'Università degli Studi di Salero, e sono rivolti a studenti e laureandi iscritti  a percorsi di Laurea Triennale e Magistrale. Le giornate formative si svolgeranno dalle ore 8.30 alle ore 13.30 presso l’Università degli Studi di Salerno: Presidenza Scienze Politiche, Aula FOA.

Per l' iscrizione  scarica  la   scheda d'iscrizione ed inviala via  e-mail all’indirizzo:   Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Scarica la  locandina  per approfondimenti.

Ai partecipanti all’iniziativa, presenti alle tre giornate, saranno riconosciuti:
2 cfu validi per “altre conoscenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro” (studenti dei Corsi di laurea in Scienze della Comunicazione ed in
Sociologia;

   1 cfu per “altre attività sostitutive del tirocinio (studenti del Corso di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali ed in Politiche, Istituzioni, Territorio).

Termini d'iscrizione 22Marzo 2017

Giovedì 02 Marzo 2017 10:16

Paideia Cerca Figure Professionali

vivereaRovigo_sottopagine_04L'Associazione Paideia ricerca figure professionali, competenze richieste nell'ambito della Formazione, Progettazione sociale, Consulenza imprenditoriale e Pianificazione aziendale.

logo-hub-campania_copy

 

Paideia, all'interno del progetto Hub Campania per l'Impresa Sociale, da Venerdì 17 marzo  2017, riparte  con  gli Incontri di orientamento al lavoro autonomo ed alla creazione di impresa sociale.

Cos'è HUB Campania?

Hub Campania per l'Impresa Sociale è un progetto promosso da Paideia con lo scopo di orientare giovani verso la creazione di start up in ambito sociale.

Questo progetto intende essere uno strumento che Paideia mette a disposizione dei giovani del territorio per:

-  sostenere ed incentivare un'economia sociale sostenibile sotto il profilo ambientale, culturale ed economico;

                                                    - valorizzare il potenziale umano,  culturale ed ambientale del Sud Italia;

                                                    -orientare e formare giovani di età compresa tra i (18-35) a creare nuove idee di start up sociali.

  

Il percorso si articola in due momenti: 

  • Venerdì 17 marzo 2017:   "Informazione orientativa alla creazione di impresa sociale"

  • Venerdì 24 e 31 marzo 2017:  "Consulenza orientativa ed accompagnamento   alla creazione di impresa sociale"

Gli incontri si terranno presso l'Università degli Studi di Salero, e sono rivolti a studenti e laureandi iscritti  a percorsi di Laurea Triennale e Magistrale. Le giornate formative si svolgeranno dalle ore 8.30 alle ore 13.30 presso l’Università degli Studi di Salerno: Presidenza Scienze Politiche, Aula FOA.

Per l' iscrizione  scarica  la   scheda d'iscrizione ed inviala via  e-mail all’indirizzo:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Scarica la  locandina  per approfondimenti.

Ai partecipanti all’iniziativa, presenti alle tre giornate, saranno riconosciuti:
2 cfu validi per “altre conoscenze utili per l’inserimento nel mondo del lavoro” (studenti dei Corsi di laurea in Scienze della Comunicazione ed in
Sociologia;

   1 cfu per “altre attività sostitutive del tirocinio (studenti del Corso di laurea in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali ed in Politiche, Istituzioni, Territorio).

 

Lunedì 13 Febbraio 2017 12:57

Paideia "Apre le porte della sua Biblioteca"

 

BibliotecaL'associazione culturale Paideia è lieta di informarvi che da oggi è possibile  consultare il ricco catalogo messo a disposizione dalla propria Biblioteca presente in sede.

La Biblioteca di Paideia è un bene comune, un servizo messo a disposizione per chiunque ne abbia bisogno, dagli studenti ai culturi in materia, o per tutti coloro avessero bisogno di approfondire alcune tematiche d'interesse.

 

 

AREE TEMATICHE da poter consultare:

  • Ambiente
  • Cultura
  • Istituzioni
  • Scienze sociale
  • Protezione sociale
  • Terzo settore

Per consultare i testi :

L'Associazione Paideia è aperta dal Lunedì al Venerdì, dalle 09:00 alle 19:00.,

La sede è in Via Graziadei n°3 Matierno, (sa)

Per qualsiasi informazione, non esitare a contattarci!

Email:  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Telefono/Fax: 089 482439

Tutti_insieme

Autori AA.VV.
Pubblicato da Rosso Fisso
(Ass. Cult. Paideia onlus)
Data di pubblicazione 2016
Paese di pubblicazione Italia
© Ass. Paideia Onlus
Lingua del testo Italiano
LIBRO CARTACEO
Legatura Brossura





Abstract  Il tema della povertà e dei meccanismi di esecuzione sociale ci interpella tutti, come  organizzazioni che viviono i problemi della comunità territoriale. La crisi profonda che stiamo attraversando, inoltre, è globale ed allo stesso tempo territoriale: sul piano internazionale non ci può essere territorio o comunità che si possa sentire "al riparo", ed anche a livello locale la vulnerabilità sociale interessa sempre più ampie fasce di popolazione. Povertà ed esclusione sociale sono un binomio inseparabile, e di estrema concretezza: c'è bisogno di tornare ad ascoltare i bisogni di comunità e di uscire allo scoperto, di denunciare diritti negati e prassi consolidate di marginalità diffusa.

Ma c'è bisogno anche di rimboccarcsi le maniche, nel tentativo di riscoprire doveri e riassumersi resposnsabilità comunitarie: guai a fare diventare povertà e vulnerabilità sociale argomenti riservati agli "addetti ai lavori", terreno di sviluppo di meccanismi assistenzialistici, peggio ancora luogo di scontro tra interessi politici ed economici. Una comunità civile si misura dalla capacità di spezzare il pane e dalla capacità di condividerlo con tutti.

<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Succ. > Fine >>
Pagina 1 di 4
Website Security Test